Sudafrica, una nazione tristemente divisa

14 08 2008

Quale Sudafrica ospiterà i Mondiali 2010? A due anni dal calcio d’inizio della manifestazione, Lux Mantambo, editorialista del Mail&Guardian, traccia un profilo impietoso della Rainbow Nation, un Paese ancora incapace di superare le divisioni del passato. Vi proponiamo l’amara riflessione del giornalista sudafricano, pubblicata ieri sul sito mg.co.za.

Guardando le Olimpiadi di Pechino, non posso non invidiare i cinesi. Mi pongo una domanda: sapremo noi, come sudafricani – il popolo appassionato di sport che pretendiamo di essere – mostrare una simile compattezza quando i media e i turisti verranno da noi per il più grande momento di gloria dell’arena sportiva mondiale? Ho paura di no, e in questo articolo vi spiegherò perché.

La ragione per la quale invidio i cinesi è che sono impressionato dal loro patriottismo e dal modo in cui sono andati incontro ai Giochi come una nazione, cogliendo questa occasione come un’opportunità per rilanciare un Paese su cui grava ancora l’accusa di violazione dei diritti umani.

Fra meno di due anni, i riflettori si accenderanno sul Sudafrica per il più importante spettacolo sulla terra, la Coppa del Mondo. Il comitato organizzatore sta cercando di convincerci che la manifestazione ci farà stringere in una sola nazione, che guarirà le vecchie ferite, colmerà le distanze sociali create dalle ingiustizie del passato, riparerà i danni causati dalle divisioni razziali.

Ci racconta che nel 2010 non vedremo colori, ma la “nazione arcobaleno” dipinta nella nostra bandiera, che i bianchi correranno negli stadi sventolando quella bandiera e incitando i Bafana Bafana. Gli ottimisti vogliono farci credere che i sudafricani saluteranno l’inizio di una nuova era, mai vista prima.

Ora, cerchiamo di essere realisti e brutalmente onesti. Queste sono idee romantiche, ma campate in aria. Fidatevi, non accadrà, e se dovesse accadere sarà per un miracolo. Poiché qualcuno crede nei miracoli, lascerò aperto uno spiraglio. Prima di crocefiggermi, però, cercate di rispondere a queste domande; poi, e solo poi, lapidatemi.

Prima di tutto: noi abbiamo ospitato i Mondiali di Rugby, due Mondiali di Cricket e ad altri eventi sportivi internazionali. Perché solo adesso che è arrivato il turno del calcio la gente dice che la Coppa del Mondo sarà un fallimento a causa della criminalità fuori controllo? Certo, la spirale di violenza preoccupa, ma sospetto che qualcuno la stia usando come mezzo per allontanare i turisti dal Sudafrica. E vi assicuro che a diffondere queste voci sono cittadini sudafricani.

Poi c’è il problema degli stadi. Fin dal 2004 gli scettici dicono che non saranno pronti in tempo. Perché?

Arrivo infine al punto più interessante: come mai sono solo i neri a riempire gli spalti nei tornei calcistici nazionali? Siamo onesti, siamo ancora condizionati dall’antico stereotipo secondo cui il calcio, in questo Paese, è uno sport da neri. Solo quando arrivano team europei vediamo la cosiddetta Rainbow Nation negli stadi. E spesso non si tifa per la squadra di casa ma per gli ospiti, in omaggio alla mentalità “l’Europa è migliore”. Il recente tour del Manchester United lo ha dimostrato: il tifo era diviso secondo “linee razziali”, e non sorprendiamoci se questo accadrà anche nel 2010. Il Sudafrica è ancora un Paese in bianco e nero.

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