MITI MONDIALI/George Best, la fragilità del genio

15 02 2008

georgebest-774755.jpg

Genio e sregolatezza: due sole parole per spiegare la vita dentro e fuori dal campo dell’indimenticabile George Best, un campione come pochi, ma un uomo come tanti nella sua infinita fragilità.

La sua esistenza comincia già in salita, nel maggio del 1946, in un poverissimo quartiere di Belfast, dove il piccolo George comincia a tirare i suoi primi calci, ancora ignaro dell’immenso successo che qualche anno dopo lo avrebbe travolto. La sua conformazione fisica, piuttosto gracile, non gioca inizialmente a suo favore, celando un talento già consistente.

A quindici anni la svolta: esordisce tra le fila del Creghag Boy’s Club, squadra di giovanissimi, e in occasione di un match contro il Boysland, costituito da giocatori più grandi, Best stupisce tutti, segnando due gol spettacolari, ed entusiasmando il pubblico, in mezzo al quale si nascondono gli osservatori del Manchester United. Ovviamente non ci pensano su molto, e di fronte a cotanta abilità lo fanno giungere, in men che non si dica, alla corte della squadra britannica.

Matt Busby, allenatore e manager del Manchester, è al settimo cielo, ma non fa in tempo a rallegrarsi per le prodezze del campione, che in breve deve fare i conti con l’irrequietezza dell’uomo. Best, in preda a una nostalgia incredibile, prende il primo traghetto per Belfast e torna a casa.

Lo stesso Busby si reca personalmente a riprenderlo e a convincerlo di tentare di nuovo l’avventura, riuscendo perfettamente nel suo intento. Best va a dar man forte a una squadra stellare, formata già da campioni del calibro di Bobby Charlton e Denis Law, e contribuendo a vincere tutto in Europa.

Nel 1966 è il protagonista assoluto dei quarti di finale di Coppa dei Campioni contro il Benfica, siglando due dei cinque gol del Manchester. Due anni dopo, ancora contro la squadra portoghese, stavolta nella finalissima del massimo trofeo europeo, Bestie (ormai tutti lo chiamano così) segna e meraviglia tutto il pubblico portando i suoi al trionfo nella splendida cornice dello stadio di Wembley.

La consapevolezza della sua grandezza e la fama ormai ampiamente acquisita, si rivela però un’arma a doppio taglio, aumentando di conseguenza il suo ego, e portandolo ad avere comportamenti a dir poco eccessivi. Memorabile una sua uscita in aeroporto, di ritorno da una trasferta, con un sombrero sul capo: questa sua trovata riesce a mandare in delirio milioni di fans, accorse ad osannarlo. Ormai non è più solo un calciatore, ma una vera star, tanto che viene soprannominato “il quarto Beatle”, per la sua tendenza a portare i capelli alla stregua dei mitici componenti del gruppo di Liverpool.

Anche le sue abitudini sono degne di un’icona della musica: notti brave condite da alcool, discoteca e belle donne, diventano il pane quotidiano fuori dai campi di gioco. Sembra quasi avere una doppia personalità: in campo è fenomenale, sempre protagonista, con dribbling ubriacanti e tiri micidiali, capace di una duttilità straordinaria, giocatore a tutto campo; nella vita di tutti giorni è invece ribelle, amante della bella vita e privo di qualsiasi regola. Persino Pelè lo definisce “il più grande giocatore di tutti tempi” e ad avvalorare questa tesi, nel 1968 arriva “il Pallone d’oro” a consacrare una carriera, fino ad allora, straordinaria.

Il passaggio “dall’altare alla polvere” è, però, piuttosto repentino; l’alcool diviene ormai una malattia e lo sperpero continuo di denaro è una malsana abitudine dalla quale non riesce a venir fuori. Nel 1974, dopo 13 anni al Manchester, lascia la squadra britannica a causa dell’ennesimo alterco con l’allenatore del periodo, causato dalla sua frequente assenza dagli allenamenti.

Da quel momento in poi chiude completamente col calcio inglese, ormai vittima dei suoi stessi eccessi. All’età di 28 anni decide di buttarsi in una nuova avventura: il campionato di calcio nordamericano, ottenendo qualche piccola soddisfazione. Seguono anni terribili: lunghi ricoveri in ospedale, la prigione e l’alcool, sempre presente come un mostro invincibile nella sua vita. Negli anni ’80 si cimenta come commentatore sportivo, ma la serenità dura poco…

Inizia infatti la sua lotta per la vita: l’alcool ha ormai ridotto le sue funzioni epatiche e nel 2002 subisce un delicato trapianto di fegato, che servirà solo ad allungargli di qualche anno la vita. Tre anni dopo un nuovo ricovero in ospedale, stavolta è veramente la fine! George, perfettamente consapevole di avere i giorni contati, chiede al suo agente di essere fotografato nel suo letto d’ospedale, allo scopo di pubblicare quella foto e far capire ai giovani quanto sia stupido e deleterio lasciarsi sopraffare dall’alcool.

Le sue ultime parole sono: Don’t die like me!Una frase che sintetizza tutta la sua esistenza e un invito a stare lontani dagli eccessi e ad avere più cura di quel dono preziosissimo che è la vita. Peccato che George l’abbia capito davvero troppo tardi…

Beniamina Callipari

Annunci

Azioni

Information

One response

31 05 2008
Jvan Sica

Ciao sono Jvan Sica,

è da un po’ che ti seguo ed essendo un grande appassionato di sport mi interesso molto alle cose che scrivi.

Ho aperto da poco un mio blog sulla storia dello sport (www.sportvintage.blogspot.com), dove voglio parlare di quelle emozioni che abbiamo provato davanti alle immagini di sport che ci hanno accompagnato nella nostra vita.

A me farebbe molto piacere scambiare il link con te per poterti seguire con maggiore costanza e per parlarci un po’ delle cose che ci piacciono.

Spero di riscriverti presto e di scambiare il link con te.

Continuerò a seguirti con attenzione.

Ciao.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: