SFIDE MONDIALI/Le notti magiche di Italia ’90

16 12 2007

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Notti magiche, inseguendo un goal, sotto il cielo di un’estate italiana… Chi non ricorda questo ritornello che bombardò le nostre teste in quel lontano 1990, accompagnando degnamente i nostri sogni di gloria, in occasione del campionato del mondo di calcio svoltosi nell’ amato Belpaese? Pochi risponderanno negativamente, perché quel mondiale e tutte le emozioni regalateci dalla compagine azzurra son rimasti ancora dentro di noi…

Non scorderemo mai quegli occhi spalancati e increduli di un ancora sconosciuto Schillaci, protagonista assoluto di tutto il nostro cammino a Italia’90. Eppure erano altri ad esser partiti come sicuri titolari, nessuno avrebbe mai puntato su quel “picciotto” di belle speranze, tale Totò Schillaci da Palermo.

Azeglio Vicini se ne accorge sin da subito quando lo butta nella mischia, nella gara d’esordio contro l’Austria relativa al girone eliminatorio, al posto di uno spento Carnevale, partito invece come l’uomo del mondiale. A 11 minuti dalla fine, l’Italia è ancora sullo 0 a 0; il risultato sembra ormai quello finale, quando Vialli, dalla fascia destra, crossa in area. Tra tutti a svettare più in alto è proprio Totò, che batte poderosamente di testa il numero undici austriaco Linderberger, e porta gli azzurri a un vantaggio insperato.

La splendida prestazione di Schillaci suscita in Vicini e in tutti gli italiani un amletico dubbio: riconfermare in avanti il tandem Vialli – Carnevale, o inserire il centravanti palermitano sin dall’inizio? Nel match successivo, contro gli Usa, il C.T. azzurro punta ancora sull’attacco titolare. Nei primissimi minuti viene decretato un rigore a nostro favore, ma Vialli, ancora a zero goal, sbaglia clamorosamente il penalty. All’11’ un goal di Giannini, trafigge lo statunitense Meola, consentendoci di andare in vantaggio. Alla fine della prima frazione di gioco, Vicini è costretto ancora una volta a metter fuori un inconcludente Carnevale, facendo entrare al suo posto Schillaci, che da quel momento in poi diventerà un titolare inamovibile. Pur senza una grande prestazione riusciamo a portare a casa il vantaggio.

La qualificazione è ormai quasi in cassaforte, e affrontiamo con maggiore sicurezza l’ultima gara del girone eliminatorio contro la Cecoslovacchia. Per questo match il coach italiano mette in campo un’accoppiata di fuoriclasse, assolutamente inedita, formata da Schillaci e Baggio. Mai mossa fu più azzeccata, al 9’ è proprio Totò a portarci sull’1 a 0, contribuendo inoltre e non poco a dare maggiore fluidità al gioco azzurro. Al 78’ arriva invece una magia di Roby Baggio, che partendo da metà campo, dribbla tutta la difesa ceka e, arrivato davanti alla porta avversaria, infila con sicurezza il pallone in rete. È uno dei goal più belli di tutti i mondiali: chi di noi non ha ancora negli occhi quell’abbraccio senza fine tra Totò e Roby, rotolatisi sull’erba, come due bambini? La qualificazione agli ottavi è cosa fatta: il primo posto nel girone, e 4 reti all’attivo, senza nessuna subita, ci cconsentono di sognare.

È la volta degli ottavi di finale. L’Italia deve affrontare l’Uruguay, avversario più che ostico, nonostante la rocambolesca qualificazione. Il primo tempo scorre via senza troppe emozioni, ma nella ripresa la situazione volge facilmente e rapidamente a nostro favore. Al 65’ è ancora una volta Schillaci, dal limite dell’area, ad infilare il pallone in rete; 20 minuti dopo è la volta di Serena, di testa: è il 2 a 0 definitivo. Andiamo dritti ai quarti di finale .

Avversario di turno è l’Irlanda di Jackie Charlton. In attacco ancora una volta Baggio e Schillaci, e la storia non cambia: al 38’ Totò, di rapina, insacca facilmente sulla respinta del portiere. È sempre più il suo mondiale: i suoi piedi sono fatati, ogni suo tocco di palla diviene magicamente un goal. Non senza qualche patema d’animo, riusciamo comunque a spuntarla: 1 a 0 il risultato finale che ci conduce agevolmente alla semifinale.

Il 3 luglio è il giorno designato per l’attesissimo match: nella splendida cornice dello stadio San Paolo troviamo di fronte non una squadra qualsiasi, ma l’Argentina di Maradona, che a Napoli è assolutamente di casa. In questa decisiva sfida, Vicini decide di mettere in campo Vialli e Schillaci dal primo minuto, lasciando sorprendentemente a riposo Roberto Baggio. Al 17’ è ancora Totò – goal, questo ormai il suo soprannome all’unanimità, a portare in vantaggio gli azzurri. Anziché chiudere sin da subito il risultato, l’Italia lo difende fino alla fine del primo tempo. Al ritorno in campo continua l’atteggiamento conservatore dei nostri, che lasciano ampia manovra agli avversari.

È così che gli argentini agguantano l’inevitabile pareggio, ad opera di Caniggia, che sull’unica uscita sbagliata di Zenga, in tutto il mondiale, infila subito in rete. Il goal subito stordisce gli azzurri, che iniziano inesorabilmente a perdere colpi. Vicini butta nella mischia Baggio per Vialli, ma la situazione rimane inalterata, e si arriva tristemente ai rigori. La dea bendata non ci assiste, vestendosi invece dei colori argentini: dal dischetto Donadoni e Serena falliscono clamorosamente, mentre invece i sudamericani non sbagliano un colpo. 5 a 4, il risultato finale per gli argentini, che infrangono irrimediabilmente i nostri sogni di gloria.

Il 3° posto, ottenuto nella finalina con l’Inghilterra, è solo una magra consolazione, così come lo è per Schillaci il titolo di capocannoniere, ottenuto anche grazie al rigore cedutogli da Baggio in questa gara. Il mondiale si chiude con la stessa faccia dell’inizio, quella simpatica e un po’ stupita di Totò Schillaci, partito come comprimario e finito per essere il protagonista indiscusso delle indimenticabili magiche notti italiane.

Beniamina Callipari

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