Il processo a Mandela patrimonio culturale dell’Unesco

20 06 2007

Correva l’anno 1963, quando a Rivonia ebbe inizio il processo che avrebbe condannato Nelson Mandela all’ergastolo. Il leader nero, già arrestato per il reato di viaggi illegali all’estero e per incitamento allo sciopero, dopo il fermo di altri capi dell’ANC fu accusato anche di sabotaggio e tradimento.

Per lui cominciavano 27 lunghi anni di prigionia nel carcere di Robben Island, ma oggi le registrazioni di quel processo sono divenute patrimonio culturale dell’Unesco. Si tratta del Criminal Court Case 253/1963, all’interno del quale sono depositati gli interventi di Mandela con gli obiettivi dell’African National Congress e della lotta anti-apartheid. Obiettivi che Madiba – come viene chiamato dal suo popolo – non cessò mai di sostenere, neppure dietro le sbarre, rinunciando nell’85 perfino alla libertà condizionata pur di continuare la battaglia nera contro il regime segregazionista.

L’archivio dedicato al Premio Nobel, significativamente intitolato “Liberation Struggle Living Archive Collection”, va ad aggiungersi ad altri monumenti della storia mondiale custoditi dall’Unesco, come la Bibbia di Gutenberg e gli archivi del ghetto di Varsavia.

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